Mandolino

Il mandolino è uno strumento musicale che appartiene al genere dei cordofoni. Oltre al mandolino "classico" (o napoletano), caratterizzato da quattro corde doppie accordate insieme, ne esistono altri tipi denominati nell'Ottocento e Novecento dal luogo d'origine dei relativi prototipi, per esempio: cremonese, milanese, toscano. L'origine del mandolino risale alla prima metà del XVII secolo: soltanto a circa la metà del Settecento risale invece l'inizio della produzione di mandolini napoletani da parte della Casa Vinaccia di Napoli, cioè prodotti dai Vinaccia, famiglia di celebri liutai. Questi mandolini sono quasi tutti intarsiati e hanno filettature d'avorio e madreperla lungo il manico, si deve proprio ai Vinaccia l'applicazione delle corde di acciaio in sostituzione di quelle in ottone, nel primo Ottocento. Il repertorio di musiche per mandolino è pressoché illimitato, potendosi adattare a questo strumento vari tipi di musica. È inoltre possibile utilizzare il repertorio violinistico, dal momento che il mandolino ha la stessa accordatura del violino. 

Pur essendo uno strumento popolare, è stato impiegato anche nella musica cosiddetta colta e, talvolta, anche nell'opera lirica. Lo stesso Antonio Vivaldi compose un concerto per mandolino (Concerto in Do maggiore Op.3 n.6) e due concerti per due mandolini ed orchestra. Mozart lo inserì nel suo Don Giovanni e Beethoven gli dedicò quattro sonatine.

In pentagramma, la chiave di lettura usata per suonare il mandolino è la chiave di sol. Lo strumento è costituito da una cassa armonica e da un manico. Il manico, lungo circa 40 centimetri, si raccorda alla cassa più o meno in profondità a seconda dei modelli. Il suo profilo posteriore può essere più o meno arrotondato a seconda dei modelli; nei mandolini classici ha in genere una marcata sagoma a 'V', mentre nella maggior parte degli strumenti di disegno contemporaneo il profilo del dorso è più simile ad una 'U'. In quasi tutti i mandolini moderni il manico è munito al suo interno di tendimanico, un tirante metallico regolabile con un dado a brugola il quale, oltre ad irrobustire il manico, permette di controllarne la curvatura in senso longitudinale per compensarne la tendenza ad imbarcarsi sotto la tensione delle corde. Sulla parte superiore è riportata la tastiera, una striscia di legno duro suddivisa in porzioni corrispondenti ciascuna ad un semitono, sovente adornata con intarsi segnaposizione in genere replicati a lato del manico. All'inizio della tastiera il capotasto, una sbarretta d'osso precisamente sagomata e scanalata, determina spaziatura ed altezza sulla tastiera delle quattro coppie di corde.

I tasti, contro i quali si premono le corde per ottenere le note volute, sono ricavati da segmenti di profilato metallico a T incastonati in apposite fessure intagliate nella tastiera con strettissima tolleranza. Anticamente d'ottone crudo sagomato a mano (facilmente lavorabile ma soggetto a rapida usura a contatto con le corde), oggi il metallo che costituisce i tasti è alpacca al 18% di nickel. Più di recente alcuni costruttori hanno adottato per i propri strumenti tasti d'acciaio inox. Il numero di tasti varia dai 17 dei modelli economici da studio ai 29 dei mandolini da concerto a tastiera prolungata; molti strumenti di concezione moderna, grazie all'innesto che lascia fuori dal corpo una porzione più lunga di manico, offrono una migliore accessibilità al registro acuto.

La struttura della cassa di risonanza del mandolino è l'elemento che ne permette l'identificazione e che ne stabilisce la collocazione in seno alla famiglia dei 'plettri'. L'evoluzione organologica degli strumenti a plettro per certi versi è accomunabile a quella degli strumenti ad arco; tuttavia, a differenza del violino, il mandolino non si è cristallizzato in un unico modello poiché all'architettura del cosiddetto mandolino napoletano si sono andate affiancando numerose varianti stilistiche e strutturali tese ad incrementare il volume sonoro, ottimizzare la resa timbrica ed accrescere la versatilità d'impiego. I risultati di queste sperimentazioni, accomunate da stili costruttivi che si discostano decisamente dalla morfologia di base, nel corso del tempo sono stati assai lusinghieri al punto che attualmente, accanto al mandolino classico tradizionalmente conosciuto come mandolino napoletano si sono affermate nell'uso comune altre tipologie costruttive la cui evoluzione in termini di sagome, spessori e proporzioni rispecchia le componenti acustiche risultanti. Come in tutti gli strumenti a corda, la cassa armonica del mandolino è provvista di una buca (foro di risonanza) da cui il suono amplificato dalla cassa si propaga all'esterno. Forma e posizione della buca, che si apre nella parte superiore della tavola al termine della tastiera ed è quasi sempre circondata da filetti decorativi, cambiano di poco nella maggior parte dei mandolini di tipo tradizionale in cui la buca può essere indifferentemente tonda o ovale. 
Più o meno al centro della tavola è posizionato il ponticello, una sottile struttura di legno oblunga di profilo piramidale tramite la quale le vibrazioni delle corde in tensione, posizionate da lievi scanalature che ne determinano spaziatura, altezza e diapason, premono su di esso trasmettendo le vibrazioni alla tavola armonica che ha il compito di amplificarle. Essenziale per il suono è la base del ponticello, che dev'essere sagomata per combaciare perfettamente con la tavola al fine di offrire la massima superficie di contatto. Spesso la sommità dei ponticelli fatti di legni leggeri è rivestita in osso o in ebano col duplice scopo di aumentare la brillantezza del suono e resistere meglio all'usura provocata dalle corde. 

La cordiera, fissata all'estremità inferiore della tavola armonica, è una piastrina munita di ganci ai quali vengono fissate le corde che dall'altro capo sono allacciate ai perni delle meccaniche. In diversi strumenti è dotata di un coperchio, incernierato o rimovibile, a volte riccamente cesellato. In altri un poggiabraccio di legno intagliato si estende a mo' di ponte sospeso da un'estremità all'altra della cordiera per proteggere l'avambraccio del suonatore dal contatto con ganci e terminali delle corde. Il mandolino monta corde d'acciaio armonico, un metallo estremamente elastico onde poter ricevere e ritrasmettere efficacemente alla cassa le sollecitazioni impartite dal plettro. Le prime due corde (Mi e La) sono in acciaio nudo - in genere stagnato, argentato o dorato - mentre la terza e la quarta (Re e Sol) sono avvolte, ossia ottenute sovrapponendo strettamente al nucleo d'acciaio una sottilissima spirale di filo metallico che consente di incrementarne di poco lo spessore conservando un elevato grado di capacità vibratile. Quando l'avvolgimento costituisce lo strato più esterno, la corda, denominata round wound, produce un suono brillante e carico di armoniche mentre quando questo è a sua volta rivestito da un secondo strato metallico nastriforme la corda prende la definizione di flat wound ed emette un suono meno argentino ma con la fondamentale in evidenza, a tutto vantaggio della definizione e della pulizia di suono. Il tipico rumore da sfregamento a contatto con i polpastrelli di cui sono affette le corde ad avvolgimento tondo è praticamente assente in quelle dalla superficie piatta, che per contro hanno una risposta un po' più ottusa. Per l'avvolgimento si utilizzano filo di rame argentato, ottone, bronzo, bronzo fosforoso, acciaio al carbonio, nickel o nickel/cromo; ciascun metallo apporta differenti caratteristiche fisiche che si rispecchiano in diverse sfumature timbriche. I progressi apportati dalla tecnologia, uniti ai gusti individuali dei musicisti ed alle caratteristiche fisiche dei vari tipi di corda hanno portato al sedimentarsi di abbinamenti tipici tra strumenti e relative corde.

La scelta del materiale e del calibro è legata alla tipologia progettuale oltre che al gusto individuale, pertanto varia a seconda del tipo di strumento; in genere i mandolini di tipo tradizionale a tavola piatta, lievemente arcuata o piegata, dalla sonorità tendenzialmente delicata e le cui formanti si collocano nella regione acuta dello spettro sonoro, sono caratterizzati da una struttura più leggera e sfruttano al meglio corde di piccolo calibro con i bassi avvolti in rame argentato (morbide al tatto, suono relativamente dolce ma rapidissima usura e oggi pressoché in disuso), nickel (suono deciso e bilanciato, buona durata) o acciaio al carbonio (suono forte e brillante, grande volume e ottima durata); la struttura dei mandolini con tavola e fondo scavati dal massello è più robusta e la sonorità è in genere percussiva, stentorea ed estroversa, marcata da un transitorio d'attacco più netto, ampia dinamica, enfasi sulle basse frequenze e superiore durata del suono. Questi strumenti sfruttano al meglio corde di grosso calibro con i bassi avvolti in varie leghe di ottone o bronzo (timbro brillante e pastoso, media durata) o bronzo fosforoso (suono aperto e lunga durata, necessita di un periodo di rodaggio per ridurne l'asprezza iniziale). Di recente sono state messe in commercio mute in cui le corde avvolte presentano un ulteriore microscopico rivestimento a calza in materiale sintetico allo scopo di rallentarne l'usura e favorire la scorrevolezza. I mandolini elettrificati con pickups magnetici devono montare corde avvolte in materiale ferromagnetico (acciaio, nickel) evitando quelle bronzate, pena una netta perdita di volume e di corposità su terza e quarta corda.

I ANNO
Posizione e accordatura dello strumento
Impostazione della mano destra: impugnatura del plettro e posizione del polso sul ponticello - tremolo sulle corde a vuoto
Impostazione della mano sinistra: frammenti di scale cromatiche e diatoniche - arpeggi su due, tre e quattro corde


II ANNO
Scioglidita toni e semitoni
Scale semplici con pennata semplice e doppia
Studio del tremolo su due, tre e quattro corde
Scioglidita per sviluppare l’agilità della mano sinistra


III ANNO
Scale diatoniche (fino a quattro alterazioni) e cromatiche su tre ottave
Frammenti di scale per terze, seste ed ottave
Arpeggi di media-alta difficoltà tratti dal metodo antico di Leone

Composizioni
F. Margola: tre pezzi per mandolino e pianoforte
D. Scarlatti: Sonata in re min. per mandolino e B. C.
N. Paganini: Minuetto per mandolino e chitarra
R. Calace: Rondò per mandolino e pianoforte
R. Calace: Saltarello per mandolino e pianoforte
R. Calace: Silvia per mandolino solo
E. Barbella: Concerto in re maggiore per mandolino e orchestra


IV ANNO
Scale diatoniche (fino a quattro alterazioni) e cromatiche su tre ottave
Frammenti di scale per terze, seste ed ottave
Arpeggi di media-alta difficoltà tratti dal metodo antico di Leone


V ANNO
Composizioni
D. Scarlatti: Sonate per mandolino e B. C.
R. Calace: Fantasia Poetica per mandolino e pianoforte
R. Calace: Piccola Gavotta per mandolino solo
E. Barbella: Concerto in re maggiore per mandolino e orchestra
E. Barbella, Sonata in Re Maggiore per Mandolino e Basso Continuo
G. B. Gervasio: Sonata in Re Maggiore per Mandolino e Basso Continuo
B. Bortolazzi: Tema e variazioni in Sol Maggiore per Mandolino e Chitarra
A. Kaufmann: Burletta e Mitoka Dragomirna per Mandolino e Pianoforte (Ed. Heinrischofen)
Nicola Conforto, Concerto in re Maggiore per Mandolino e Orchestra (Ed. Trekel)
J. A. Hasse, Concerto in Sol Maggiore per mandolino e Orchestra (Ed. Trekel)
Emanuele Barbella, Concerto in Re Maggiore per Mandolino e Orchestra (Ed. Ut Orpheus)

I ANNO
Posizione e accordatura dello strumento
Impostazione della mano destra: impugnatura del plettro e posizione del polso sul ponticello - tremolo sulle corde a vuoto
Impostazione della mano sinistra: frammenti di scale cromatiche e diatoniche - arpeggi su due, tre e quattro corde


III ANNO
Scale su tre ottave
Arpeggi di media difficoltà su tre e quattro corde
Tremolo nelle sue diverse intensità

Composizioni
F. Margola: tre pezzi per mandolino e pianoforte
D. Scarlatti: Sonata in re min. per mandolino e B. C.
N. Paganini: Minuetto per mandolino e chitarra
R. Calace: Rondò per mandolino e pianoforte
R. Calace: Saltarello per mandolino e pianoforte
R. Calace: Silvia per mandolino solo
E. Barbella: Concerto in re maggiore per mandolino e orchestra


IV ANNO
Composizioni
F. Margola: tre pezzi per mandolino e pianoforte
D. Scarlatti: Sonata in re min. per mandolino e B. C.
N. Paganini: Minuetto per mandolino e chitarra
R. Calace: Rondò per mandolino e pianoforte
R. Calace: Saltarello per mandolino e pianoforte
R. Calace: Silvia per mandolino solo
E. Barbella: Concerto in re maggiore per mandolino e orchestra

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